EXPO 2015: cosa vorrei che fosse (e cosa vorrei che non fosse)

Expo2015

Il logo di EXPO 2015, Milano – Italia

Al via l’EXPO 2015. Di ciò che riguarda il percorso che ci ha portato a questa inaugurazione si è parlato tanto e non certo in termini lusinghieri. Si è perso molto tempo; poi sono cominciati i ritardi; i costi sono lievitati tantissimo (quasi triplicato il costo dei padiglioni italiani); sono cominciate le mazzette (e la Procura di Firenze non ha ancora finito il lavoro…); si è parlato dei lavoratori non pagati e del valore dei contratti che è crollato del 30%; ci si è divisi tra Expo-ottimisti e Expo-scettici…

Adesso però parliamo di altro. Da italiano, spero che coloro che hanno lucrato illegalmente sull’evento si vedano infliggere una giusta pena. Tuttavia, sempre da italiano, mi auguro che EXPO vada bene e che sia una vetrina per la parte migliore del Paese. Spero che i 10 milioni di biglietti venduti sino ad ora triplichino in breve tempo..

Concentrandosi sul contenuto dell’esposizione e di quello che potrebbe portare all’Italia ecco alcune considerazioni sparse sulle cose che vorrei e, di rimando, su quelle che non vorrei.

Vorrei che:

  • Non si parlasse solo di cibi e ricette. EXPO è innanzitutto una fiera dell’innovazione. Cerchiamo di capire come sfamare il mondo. Speriamo che l’Italia apprenda ad essere utile a più persone bisognose su scala internazionale.
  • Non si confondesse EXPO per una fiera del biologico. Ovviamente tifo per il kilometro zero, le produzioni eco-sostenibili e la diversità culturale e biologica. Però, il tema della manifestazione è “nutrire il pianeta – energia per la vita”. Se McDonald’s ha una proposta per sfamare il mondo (e di sicuro ce l’ha visto che sfama milioni di persone al mondo tutti i giorni) bisogna ascoltare. Certo, ciò non mi convincerà a diventare un accanito consumatore di hamburger e patatine.
  • Si mettesse al centro il dibattito multiculturale. Tutto il mondo è ad EXPO, cerchiamo di ampliare i nostri orizzonti.
  • Si usasse l’evento come banco di prova per testare le potenzialità del Paese. L’Italia è il paese leader nella produzione e nell’esportazione di prodotti tradizionali di nicchia e di altissima qualità. Non ci sarà mai più un’occasione come EXPO per testare strategie innovative circa lo sviluppo economico del Paese verso mercati nuovi e con nuove idee.
  • Cercassimo di essere più intraprendenti e meno vittimisti. Tutti gli stranieri con cui parlo stanno aspettando EXPO con ansia. E’ un evento straordinario che influisce sempre sul business e la cultura globale. Alcune delle invenzioni più rivoluzionarie degli ultimi 150 anni sono state presentate in questo contesto. Oggi tocca a noi. Per un po’, Milano entrerà con due piedi nel novero delle capitali del mondo. Non dimentichiamocelo e cerchiamo di esserne fieri (e gongolare un po’).
  • Usassimo EXPO come trampolino di lancio del progetto “Italia Museo Diffuso”, cercando di riorganizzare in modo più moderno i nostri musei e poli culturali. Siamo un po’ indietro ma quando ci capiterà un’altra occasione così per metterci alla prova?
  • Facessimo tesoro dell’esperienza. Siamo pronti per riconvertire l’area EXPO in un nuovo polo multifunzionale degno delle più grandi città europee?

In bocca al lupo a tutti coloro che lavoreranno a EXPO e in particolar modo ai giovani volontari, qualsiasi mansione essi svolgano. Ci vediamo a Rho!

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