Quale agricoltura? Quale modernità?

Gli organismi geneticamente modificati ci permettono di avere nuove varietà di cibo che costituiscono nel mondo della natura innovazioni mai viste prima. A proposito, congratulazioni ai ricercatori dell’Università di Foggia che hanno brevettato un metodo per modificare le proteine del glutine rendendole compatibili con la salute dei celiaci. Sempre parlando di conquiste relativamente recenti, il mercato globale ci permette di godere di tutti i tipi di cibo in qualsiasi stagione. Possiamo fare questi ed altri esempi di ciò che viene definito come “modernità” nell’ambito dell’agricoltura e del mercato alimentare.

Il mercato globale ha provato, senza riuscirci, a decretare la superiorità dei marchi sulle indicazioni geografiche. Ma sono questi i veri tratti caratterizzanti dell’agricoltura d’avanguardia? Se vi hanno detto che la possibilità di acquistare lo stesso tipo di bene in ogni angolo del mondo è un segno tangibile del trionfo della modernità, vi hanno mentito. L’Expo di Milano ha come tema il “nutrire il pianeta”, spero quindi che sia messo in chiaro che le produzioni in piccola scala e in territori ben definiti, spesso caratterizzati da una grande tradizione, sono la vera punta di diamante della produzione mondiale di cibi e di bevande.

Togliamoci dalla mente l’immagine bucolica di qualche contadino figlio di contadini che da secoli lavora lo stesso pezzo di terra. Fare agricoltura di qualità a livello locale oggi significa avere una cultura e una conoscenza tecnica che nessuna produzione di massa può avere. È qualcosa di costoso e irriproducibile su larga scala che per essere messa in pratica e durare deve essere svolta alla perfezione.

La tutela e la promozione dei prodotti locali influisce direttamente e indirettamente su numerosi settori d’avanguardia. Uno dei più ovvi è la salute. Se è vero che una dieta sana è importante, la qualità di ciò che si mangia lo è altrettanto e viene “a monte”. Possiamo poi pensare alla tutela della biodiversità e dell’ambiente. Essa passa attraverso la cura dell’equilibrio dell’ecosistema: flora, fauna, acqua, insetti e così via. Un equilibrio che può essere mantenuto solo con grande perizia scientifica e le tecniche più moderne. Da non sottovalutare poi l’importanza sociale di colture all’avanguardia che fanno sì che la gente non abbandoni intere aree di territorio permettendo così la sua conservazione e sviluppo.

Una nuova visione di come si possa/debba evolvere l’utilizzo e la produzione delle risorse agricole passa, più in generale, per quella che sarà la nostra capacità di immaginare un’idea di sviluppo e di innovazione forse un po’ diversa da quella che di tanto in tanto ci è somministrata.