2014. Ricominciamo dalla bellezza?

Una notizia pubblicata nel Dicembre 2013 ci dà qualche idea sulla strada da seguire nel 2014. La notizia in questione è circolata pochissimo, peccato, è molto importante. Dal 25 Settembre al 19 Novembre 2013 niente meno che presso la World Intellectual Property Organization (= WIPO, l’agenzia ONU per la protezione e la diffusione della cultura della PI nel mondo, con sede a Ginevra) si è tenuta la mostra del meglio del design italiano realizzato nel corso del 2012 selezionato dalla Associazione per il Disegno Industriale (ADI).

L’evento è stato esaltato dal presidente della WIPO (e gigante della PI internazionale) Francis Gurry. Si vuole comprendere come mai e perché l’Italia riesce sempre a eccellere nel campo delle cose belle. Si vuole capire il segreto e come proteggerlo.

Non mi risulta che l’Italia compia chissà quale investimento per incentivare la produzione della bellezza. Dunque, l’unica spiegazione che trovo è che il design, un ibrido tra il brevetto e il diritto d’autore, sia semplicemente la forma in cui si concretizza il peculiare talento Italiano per le invenzioni e per la creazione artistica. Non è la spiegazione tecnica che si aspettano alla WIPO ma è l’unica che so dare. Ancora più grave, mi sembra che nemmeno l’Italia sappia dare una risposta, come il bambino prodigio che vince sempre a scacchi e non sa come fa o come lo studente convinto di aver preso 4 in una verifica e che invece prende 8.

L’anno nuovo si apre con la promessa che la crisi sia finita e che ci aspettano tempi migliori.In tutta sincerità non credo. Penso che non si debba essere così ingenui da confondere economia e società. Anche se il Pil ricomincerà a crescere, le macerie sociali rimarranno per molto tempo e con conseguenze imprevedibili. Basta guardare il dato della disoccupazione. Dal punto di vista economico, questa crisi ha prodotto i danni di un conflitto armato. Solo che le macerie sono invisibili (in realtà a volte sono visibilissime).

La ricostruzione al termine della seconda guerra mondiale avvenne certo con l’entusiasmo intellettuale, per esempio quello dei padri costituenti o degli scrittori antifascisti, ma non si può negare che il dopoguerra fu fatto prevalentemente a forza di braccia. Valigie di cartone sottobraccio e via. Oggi la situazione è diversa e più complessa. Il Terzo Risorgimento non si potrà fare che a colpi di cervello e di specializzazione. Se il mondo si inchina dinnanzi a certe cose che produciamo quello è il settore su cui puntare. Se ci sono cose sulle quali solo noi possiamo eccellere, quella è la direzione da prendere.

Non andiamo troppo oltre. La bellezza non salverà il mondo. Ma questo non è un discorso astratto. Capire su che cosa puntare significa capire dove creare posti di lavoro duraturi e che identità dare al tessuto economico del paese per i prossimi cinquant’anni.

Ciò detto, spero che abbiate passato delle buone feste e vi auguro un felice 2014.

Il post è un commento a questo articolo pubblicato sul WIPO Magazine (in inglese):

http://www.wipo.int/wipo_magazine/en/2013/06/article_0007.html

Elements of the Exhibition Italian Design Innovation – ADI Design Index 2012 hosted at WIPO from September 25 to November 19, 2013. (Photo: WIPO/Berrod)

Elements of the Exhibition Italian Design Innovation – ADI Design Index 2012 hosted at WIPO from September 25 to November 19, 2013. (Photo: WIPO/Berrod)